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Un antico sentiero da Arezzo a Siena

Un itinerario nella natura di Pergine per immettersi nella Via Francigena

Pergine
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Come facevano i pellegrini che venivano da Arezzo ad immettersi nella Via Francigena?

Questa “arteria”, nel corso dei secoli, ha portato migliaia di persone a Roma: li ha fatti attraversare l’Italia intera, la Toscana e quindi il Lazio.

Gli ultimi tratti toscani interessati dalla Francigena sono i comuni senesi. Il nostro itinerario si va a collegare proprio con Castelnuovo Berardenga (nei pressi di Siena), tra le colline del Chianti e le Crete.

Tutto ha inizio a Arezzo, una città straordinariamente antica, più vecchia di Alessandria d’Egitto. Fu una delle maggiori lucumonie etrusche e successivamente città romana d'importanza strategica.

Superata la città, troviamo il territorio di Pergine Valdarno. In questo contesto collinare della Valdambra è interessante visitare il Santuario di Santa Maria della Neve (chiamata anche S. Maria da Nives o della Madonna), in località Castelvecchio a Migliari: un edificio sacro attivo già nel Medioevo.

Oggi accanto al santuario sorge anche una struttura di accoglienza per i pellegrini in viaggio.

L’itinerario si snoda nel fondovalle del torrente Presciano, e va a toccare anche la chiesa di San Pietro a Pieve a Presciano. Di fondazione paleocristiana e posta lungo l’antico itinerario romano, è documentata nel 1021, e faceva parte dei possedimenti dell'abbazia di Agnano. L'attuale edificio è frutto di un radicale rifacimento ottocentesco

Nei dintorni di Pieve a Presciano si possono visitare i borghi di Montozzi in stile squisitamente medievale (arricchito da un parco all’inglese voluto da Leopoldo II di Lorena), oppure di Montelucci, appartenuto ai conti della Gherardesca. Oppure si può sempre decidere di far visita alla Riserva Naturale di Bandella, un’area che comprende il territorio tra la diga di Levane e il Ponte Romito e quindi boschi, arbusteti e colture.

Proseguendo lungo il cammino e attraversando la valle dell’Ambra, si incontra Monteaperti in provincia di Siena, antico palcoscenico della sanguinosa battaglia del 4 settembre 1260, tra le truppe ghibelline e quelle guelfe.

 

 

 

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