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La via del Volto Santo in Lunigiana

Da Filattiera ci dirigiamo a Lucca, attraversando borghi e paesi storici

Pieve di Sorano
Bagnone
castiglione del terziere
Pontebosio
Volto Santo Lucca

Lunigiana, terra di natura, storia e fede. Non solo infatti questa ricca regione è attraversata dalla Francigena, ma comprende anche il primo tratto della Via del Volto Santo, ovvero una statua lignea raffigurante Cristo, scolpita da Nicodemo ed esposta nella cattedrale di San Martino a Lucca.

Già nel Medioevo la città della Mura era meta di pellegrinaggi: i devoti, partendo da Pontremoli e valicando il passo della Tea, giungevano in Garfagnana.

La Via del Volto Santo inizia da una deviazione presso la Pieve di Sorano, nella piana di Filattiera, ancora lungo la Francigena. Il primo paese che incontriamo è Bagnone, una della piazze mercantili più fortunate del Quattrocento: un punto di riferimento per i produttori agricoli, sarti, calzolai ma anche giocatori d’azzardo e usurai. Il moderno e vivace castello di Bagnone è stato a lungo sede di una delle enclaves fiorentine e toscana in Lunigiana.

Merita una visita, a sud del borgo, la frazione di Castiglione del Terziere che sorge su un antico insediamento bizantino. Il suo castello di origine altomedievale è stato anche un possedimento della potente famiglia Malaspina. Oggi la struttura ospita il ‘Centro di Studi Umanistici Niccolò V’, che custodisce la vera eredità della Lunigiana, con un prezioso archivio e una biblioteca di grande pregio.

Si entra poi nel territorio di Licciana Nardi: un agglomerato naturale di castelli e fortificazioni di grande interesse. Il primo che incontriamo è quello di Monti, che si trova proprio all’incrocio tra la Via del Volto Santo per Lucca e la strada che collegava l’Emilia Reggiana con la Via Francigena tramite il passo dell’Abbazia di Linari.

Superato poi Pontebosio, che comprende un castello e un castelletto di impianto tipico medievale, si arriva al centro fortificato di Licciana. Qui è possibile visitare la vecchia residenza dei Malaspina che ancora domina possente su tutto il comune. Le strade del paese sono animate da osterie, negozi di prodotti d’artigianato artistico e soprattutto di agricultura.

Oltrepassando poi il castello e il centro storico di Bigliolo, sul torrente di Taverone, ci si addentra nel comune di Fivizzano, “la perla sperduta tra i mondi”, come la descrive Carducci. Da vedere il Museo del lavoro della valle del Lucido, che conserva oggetti e macchinari di archeologia industriale, il Parco botanico e foresteria dei Frignoli, il Mulino di Arlia e il Parco di Sassalbo, conosciuto per i grandi giacimenti di gesso.

Ci si avvicina poi alla Pieve di Offiano, nel comune di Casola in Lunigiana. L’edificio ha purtroppo perso il suo stile originale romanico a causa di una ristrutturazione avvenuta nel XVIII secolo. Dedicata a San Pietro, la pieve è sempre stata un luogo di meditazione lungo la Via del Volto Santo: ciò viene testimoniato da una formella bianca sulla facciata che ritrae un pellegrino con una bisaccia.

Casola in Lunigiana è l’ultimo borgo che ci accompagna al passo della Tea e quindi alle porte con la Garfagnana. Casola vanta origini antichissime: le sue valli sono state abitate fin dall’età del ferro. Palazzi e case in pietra testimoniano un passato glorioso, grazie alle botteghe medievali che lì operavano. Molto interessante il Museo del territorio dell’alta valle Aulella “Augusto Cesare Ambrosi”, che raccoglie la storia del territorio, dalle statue stele al dopoguerra.

Cosa mangiare

Un viaggio diventa propriamente tale quando si prova anche la sua cultura gastronomica. E la Lunigiana certamente ha molto da offrire. Si pensi ai necci e a tutti i prodotti derivati dalla farina di castagne, tipici della zona di Fivizzano.

O ancora alla rara cipolla di Treschietto seminata e trapiantata nelle fertili piane dominate dai ruderi del castello Malaspina; alla pregiata spalla cotta, prodotta prevalentemente nell’alta Val di Magra; e infine alla marocca di Casola, un pane di farina di castagne nato nel Quattrocento: l’antica ricetta viene ancora oggi sfornata da Fabio Bertolucci a Casciana.

Un buon pasto lunigianese non può finire se non con gli aromi e i profumi dell’inimitabile Elisir di China, prodotto dalla farmacia Clementi di Fivizzano, che ancora oggi custodisce segretamente le dosi e gli ingredienti adottati per il liquore.

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