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I percorsi di San Francesco D'Assisi
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Un itinerario religioso nella splendida Valtiberina, alla riscoperta dei valori della riflessione e del contatto con la natura

Valtiberina, i percorsi della fede
Valtiberina

Circondati da montagne poco frequentate e da boschi di faggio, in questo itinerario si percorrono sentieri con il ritmo lento del pellegrino, riscoprendo il valore della riflessione e il senso di comunione con la natura. In Valtiberina si trovano alcune tappe del cammino di Francesco che collegava Assisi con La Verna, luoghi ancora oggi ferventi di spiritualità.

 

Il tragitto proposto si sviluppa per più giorni e consente di sostare in caratteristiche strutture ricettive e agriturismi, con la possibilità di assaggiare prodotti tipici e di scoprire il senso di accoglienza e ospitalità della gente del posto. I pernottamenti, in alternativa, possono essere organizzati anche nei rifugi, con il sacco a pelo.

 

 

 

1° giorno

 

Il punto di partenza è Sansepolcro dove ci si incammina imboccando il sentiero 4 del CAI per l’eremo di Montecasale, edificato nel XII secolo sui resti di un’antica fortezza costruita per controllare il passaggio di merci e persone tra l’Alta Valle del Tevere e le Marche. In origine l’eremo apparteneva ai monaci Camaldolesi, che lo utilizzarono come ospizio dei pellegrini e centro di assistenza per i malati. Successivamente venne ceduto ai frati francescani.Si racconta che San Francesco vi abbia soggiornato più volte e che proprio qui sia avvenuto “l’episodio dei ladroni” raccontato nei Fioretti. Si narra che al tempo di San Francesco esistevano tre ladroni che diffondevano panico e terrore nella vallata finché un giorno costoro chiesero la carità al guardiano del convento il quale, avendola negata, fu ammonito da San Francesco: “... Io ti comando, per santa obbedienza, che immantinente tu prenda questa tasca del pane ch’io ho accattato e questo vasello di vino, e va loro dietro sollecitamente per monti e per valli, tanto che tu gli ritruovi e presenta loro tutto questo pane e questo vino da mia parte; e poi t’inginocchia loro dinanzi e di’ loro umilmente tua colpa della tua crudeltà... Mentre che il detto guardiano andò a fare il comandamento di santo Francesco, egli si puose in orazione e pregava Iddio che ammorbidisse i cuori di quei ladroni e convertissegli a penitenza”. E così avvenne. I ladroni chiesero di entrare a far parte dell’Ordine e vissero fino alla morte all’interno del convento, dove, ancora oggi, si conservano i loro teschi. Vale la pena visitare la piccola chiesa, dove sono ospitate delle maioliche (XVII sec.) che raffigurano la vita di Francesco, l’oratorio e il suggestivo chiostro.Da Montecasale si prosegue, tramite il sentiero 6A, per la Montagna (682 m), un agglomerato di case, dominato da una vecchia torre di guardia, abitato per generazioni da boscaioli.

 

 

 

2° giorno

 

Dalla Montagna il secondo giorno si prende il sentiero n. 6 e poi 8A in direzione di Monte dei Frati, la cima più alta dell’Alpe della Luna (1.453 m), da dove si apre un panorama che spazia dalla valle del Tevere a quella del Marecchia fino alle vette dei Sassi di Simone e Simoncello. La Riserva Naturale Alpe della Luna è coperta da fitti boschi di faggio che incorniciano improvvisi affioramenti rocciosi tra i quali domina incontrastata la vertiginosa “Ripa della Luna”, un suggestivo strapiombo bianco di 250 m di altezza a forma di semicerchio incorniciato dal verde della vegetazione. Per il sentiero di crinale n. 00 si prosegue poi fino al Passo di Viamaggio e da qui si scende per il sentiero n. 2 o per la strada carrabile a Cerbaiolo, un piccolo eremo abbarbicato sulla roccia. Le sue origini risalgono addirittura all’VIII secolo quando, nell’anno 722, Tedaldo, signore di Tiferno (oggi Città di Castello), Suppezia e Massa Trabaria, donò ai monaci benedettini di San Michele Arcangelo al Presale la chiesa e il monastero, fatto erigere come luogo di preghiera per la figlia. Nel 1218 vi presero dimora i frati francescani e nel 1300 la chiesa fu intitolata a San Francesco. Successivamente, nel corso del ’500, prese il nome di Santa Maria di Cerbaiolo. Alla prima metà del ’700 risale invece l’oratorio di Sant’Antonio (edificio sottostante alla chiesa) che conserva il giaciglio su cui riposò Sant’Antonio da Padova. Nell’itinerario sui luoghi della fede nell’Alta Valle del Tevere, non può mancare una visita a quest’eremo, per il quale sono stati tramandati i versi: “Chi ha visto La Verna e non ha visto Cerbaiolo, ha visto la madre e non ha visto il figliolo”.

 

 

 

3°giorno

 

Da Cerbaiolo si riparte in direzione di Pieve Santo Stefano per il sentiero n. 2, oppure percorrendo la strada di montagna che scende fino a Pieve Santo Stefano da dove si prosegue, tramite il sentiero n. 20, per Caprese Michelangelo paese natale di Michelangelo Buonarroti. Qui merita una visita il museo Michelangiolesco, formato dalla casa natale dell’artista e dalle vestigia del castello di origine medievale dove sono presenti riproduzioni delle opere per ripercorrere la vita di Michelangelo.

 

 

 

4° giorno

 

 

 

Da Caprese Michelangelo si sale con il sentiero 20A attraversando nel primo tratto maestosi castagneti da frutto all’eremo della Casella (1.263 m), al centro dell’Alpe di Catenaia.

 

L’eremo, attualmente non abitato, è composto da una cappella e un ricovero sempre aperto. Fu costruito in ricordo dell’addio dato da San Francesco a La Verna dalla cima del monte Casella nel 1224 durante il suo ultimo viaggio di ritorno ad Assisi.Da qui si può proseguire, con il sentiero 50, attraverso un paesaggio ricco di alberi e sorgenti fino al Santuario de La Verna, complesso sacro che sorge su un grande sperone roccioso che rappresenta un’ideale tappa finale dell’itinerario che ci ha guidato sulle orme di San Francesco. Si narra infatti che Francesco d’Assisi, proprio a La Verna, abbia ricevuto le stimmate.

 

 

 

5° giorno

 

Da La Verna si ridiscende percorrendo il sentiero n. 075 verso Pieve S. Stefano dove c’è la possibilità di prendere il mezzo pubblico che ci ricondurrà a Sansepolcro, punto di partenza e di arrivo dell’intero itinerario.Tipologia itinerario: storico, religioso, naturalistico Durata: 5 giorni (è possibile fare un itinerario ridotto in 3 giorni).

 

 

 

Tempo percorrenza: circa 5/7 ore al giorno

 

Difficoltà: media

 

Adatto per: persone con un minimo di allenamento

 

Stagioni consigliate: da primavera ad autunno; si sconsiglia l’inverno.

 

Pernottamenti: è possibile dormire in alberghi, agriturismi e foresterie che si trovano nei pressi della località di arrivo giornaliera ad eccezione del 2° giorno, in cui si propone di alloggiare nel romitorio di Cerbaiolo con sacco a pelo. Se si volesse evitare il sacco a pelo, si può anticipare il pernottamento della tappa al Passo di Viamaggio e riprendere il viaggio per Cerbaiolo e il prosieguo dell’itinerario il giorno successivo.

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